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Storia del Territorio

Accanto al patrimonio ambientale si conserva un inestimabile patrimonio culturale, architettonico, storico e artistico fortemente presente in ogni singolo paese della comunità montana sirentina.

I numerosi rinvenimenti archeologici di alcuni elementi del paleolitico inferiore e medio, del neolitico e dell'età dei metalli scoperti nei territori di Goriano Sicoli, Castel di Ieri e Castelvecchio Subequo, mostrano la presenza di insediamenti sin dai tempi più antichi, per poi giungere all'epoca pre-romana, anteriore al IV - III secolo a.C., testimoniata dai centri fortificati e dalle numerose necropoli venute alla luce nelle località di Castellone di Fontecchio, Monte Ventola, Le Spugne di Castel di ieri, Mandra Murata e Colle Castellana di Molina Aterno, Colle San Donato e la Civitella di Goriano Sicoli.

La civitas di Superaequum con il cimitero catacombale di Catelvecchio Subequo, la mansio di Statulae di Goriano Sicoli, il tempietto italico-romano di Acciano, solo per citare alcuni ritrovamenti, testimoniano la presenza sul territorio dei Peligni ed dei Vetusti, popolazioni che risalgono alla gloriosa epoca romana. La caduta dell'Impero Romano d'Occidente del VI secolo d. C., causata dalle invasioni barbariche, significò per il territorio un periodo di abbandono e di estrema confusione. Solo l'azione dei monaci benedettini riportò ordine e organizzazione nella comunità sirentina. Nel IX secolo i Benedettini edificarono un Convento a Gagliano Aterno, poi passato alle Clarisse ed i monaci farfensi fecero costruire un monastero a Goriano Sicoli, presso Colle dei Frati.

Dopo il 1140, in seguito all'invasione dei Normanni, la Valle Subequana, divisa in deboli Contadi, rimase politicamente separata dalla regione dei Peligni. L'area dominata dai massicci del Velino e del Sirente divenne il confine settentrionale del regno normanno e l'Abruzzo divenne parte integrante della storia del Sud d'Italia. A questo periodo risale anche il fenomeno dell'incastellamento con la conseguente nascita di numerosi borghi fortificati.

Il XIII secolo è caratterizzato da una forte influenza da parte dei Conti di Celano, già presenti sul territorio nel secolo precedente; nel 1216 i Conti ospitarono San Francesco nella loro residenza di Gagliano Aterno e gli donarono la chiesa di Santa Maria di Catelvecchio Subequo, dove poi sorgerà il Convento omonimo; allo stesso periodo risale il Convento di San Francesco di Fontecchio. Il castello di Gagliano Aterno, invece, fu costruito nel 1328 sui ruderi di una antica fortezza per volere di Isabella D'Aquila, contessa di Celano. A partire dal XV secolo tutti i paesi della comunità montana incominciarono a dipendere direttamente dai principi Colonna, Piccolomini, Barberini e dai baroni Pietropaoli. E' in questo periodo che fioriscono i monumenti civili e religiosi più interessanti, espressioni minori, ma non per questo meno importanti, della grande tradizione fiorentina, diffusa ormai su tutta la Penisola.

Anche le cosiddette architetture "povere" della civiltà agro-pastorale arricchiscono il complesso monumentale del territorio con caratteristiche costruzioni in pietra: ricordiamo le capanne a tholos nei territori di Castelvecchio, Fontecchio, Fagnano; le "pagliare" di Tione, Fontecchio e Fagnano, le "casette" nella zona di Castelvecchio e dell'Altipiano delle Rocche. Da non dimenticare le numerose Torri di Avvistamento, sparse su tutto il territorio, costruite allo scopo di controllare e difendere l'intera zona. All'inizio del XIX secolo, con l'abolizione dei feudi, il territorio fu diviso in diverse unità amministrative e riacquistò parte della sua autonomia.